Dopo un mese in terra americana tiriamo le prime somme: San Francisco e il suo interland appaiono proprio come nei film, si respira aria di realizzazione, di progresso, di grandi opportunità e allo stesso tempo una solitudine sociale e una freddezza, innaturale ai nostri occhi. La città è semplicemente fantastica, architettura meravigliosa, scorci sulla baia mozzafiato e tutto ciò che ci si aspetta dall’America: tombini fumanti, cibo ovunque, odore di pancetta, macchine enormi, rappers, murales, bandiere ovunque, e poi China Town, il quartiere italiano di North Beach con i mille ristoranti, il coloratissimo quartiere latino di Mission, il famoso quartiere gay friendly Castro, i mega centri commerciali, i tram da prendere al volo, le salite e le discese ripidissime, il Golden Gate ed Alcatraz, i leoni marini ed i meravigliosi parchi, la musica blues, i pub con le partite di football americano e basket, le pop corn dolci e i locali in stile anni ’50… Il caso ha poi voluto che arrivassimo qualche giorno prima della festa del ringraziamento e a ridosso delle feste natalizie, in  un tripudio di luci, musica, decorazioni e dollari spesi… insomma c’è tutto quello che ci aspettavamo e molto di più! Inoltre nelle strade del centro è facilissimi incontrare gente disadattata, veterani in balia di chissà quale incubo, matti matti davvero, gente alle prese con mille e più dipendenze, redenti che cercano di riportarti sulla retta via, predicatori, gente che ha perso tutto e cerca da mangiare o un posto per dormire e tanta indifferenza!

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