ESP (italiano in basso):

Fuimos al lago de Chapala, a 60 km de Guadalajara en compañia de musicos, apasionados y buenos amigos. Nos recibio’ Miriam, habitante de Chapala y muy buena “temazcalera”. Estacionamos el camion despues de un viajecito acompañado por jaranas y cantos. Al llegar nos preparamos con traje de baño y toallas y entramos al temazcal, una bellisima construcciòn, un domo en el medio de la naturaleza. Adentro un calor increible, olor a romero y eucalipto y oscuridad total. Entramos y salimos cuatro veces. En la oscuridad, guiados por Miriam y Jahir, cada quien aprovecho’ para mirarse adentro y para disfrutar de ser parte de una cosa sola. Cantamos mucho y sin verguenza, gritamos! A cada salida Miriam nos mojaba con agua fria, para llevar el cuerpo a su temperatura y a la ultima salida nos acostamos abajo de nuestras cobijas mirando al cielo estrellado y con la luna llena que iluminaba la hermosa naturaleza a nuestro alrededor. Preparamos “fettuccine” para todos y con la panza y el espiritu llenos dormimos.Nos despertamos y la luz del dia nos mostro’ el cerro rico de vegetacion y el lago de Chapala, gigante. Despues de un poco de yoga El grillo prendio’ sus motores para llevarnos a La Ribera, el camino ha sido un poco complicado, las calles del pueblo de Ajijic no son para medios de transporte tan grandes, pero logramos llegar al lugar donde en unas horas se hubiera desarrollado un gran Fandango, una reunion de jaraneros, musicos de Son Jarocho. Este estilo de musica nace en Veracruz, juntando raices de muchas culturas, como la caribeña, la negra y la indigena, con algunos rasgos de flamenco. Los musicos empezaban a llegar y el circulo se fue formando, al centro habia unas tarimas para bailar y dar el ritmo percusivo a la musica. Y asi pasaron las horas, tocando, cantando, bailando y disfrutando de un lugar tan calmo y bello.
Tomamos tambien mucho pulque, el abuelo del abuelo del abuelo de la tequila, una bebida fermentada con un grado alcolico muy bajo y de un sabor dulce y espeso. Riquisimo!
Se hizo de noche y llego’ la hora de salir, el Grillo se prendio’ otra vez y, feliz de haber recibido tantas dedicas por partes de los musicos que cada tanto lo nombraban en sus canciones, logro’ pasar por un espacio casi imposible. El espacio no nos dejaba mas de 5 cm por cada lado y despacito pudimos recorrer la unica calle de salida. Nunca hubo jaraneros tan callados como esta media hora.
Despues de una hora de camino llegamos de vuelta al caos ciudadano de Guadalajara, con los corazones y el espiritu llenos de experiencia y nuevos amigos.
EA!!!

ITA:

Siamo andati al lago di Chapala, a 60 km da Guadalajara, in compagnia di musicisti, appassionati di “son Jarocho” e buoni amici. All’arrivo al lago ci ha ricevuti Miriam, abitante di Chapala e ottima “temazcalera”. Abbiamo parcheggiato il camion dopo un viaggio accompagnato da jaranas e musica tipica. All’arrivo ci siamo  preparati con costume da bagno e asciugamano e siamo entrati nel Temazcal, una bellissima costruzione a cupola in mezzo alla natura. All’interno un caldo incredibile, odore di rosmarino ed eucalipto e buio totale. Siamo entrati e usciti quattro volte. Nel buio, guidati da Miriam e Jahir, abbiamo parlato e soprattutto cantato, senza vergogna, abbiamo gridato a squarciagola e ululato! Ad ogni uscita Miriam ci bagnava con acqua fredda per riportare il corpo alla sua temperatura. Dopo l’ultima uscita ci siamo messi sotto le coperte, sopra a noi un cielo stellato e la luna piena illuminavano la bellezza della natura che ci circondava.
Prepariamo “fettuccine” per tutti e con la pancia e lo spirito pieni abbiamo dormito.
Ci siamo svegliati e la luce del giorno ci ha mostrato la collina ricca di vegetazione e il lago di Chapala, gigantesco. Dopo un po ‘di yoga e un’abbondante colazione il Grillo ha acceso i motori per portarci a La Ribera, la strada è stata un po’ complicata, le strade della città di Ajijic non sono fatte per mezzi di grandi dimensioni, ma siamo riusciti ad arrivare dove in poche ore si sarebbe sviluppato un grande Fandango, un raduno di “jaraneros”, musicisti di Son Jarocho. Questo stile di musica è nata a Veracruz, formando le sue radici dall’unione di molte culture, come la caraibica, l’afro, l’ indigena, e con alcune impronte di flamenco. I musicisti hanno cominciato ad arrivare e si è formato il cerchio, al centro del quale una tavola di legno per ballare e dare il ritmo percussivo alla musica. E così sono passate le ore, a suonare, cantare, ballare e godendo di un posto tranquillo e bellissimo.
Abbiamo bevuto un sacco di pulque, il bis bis bis nonno della tequila, una bevanda di agave fermentata con un grado alcolico molto basso e un sapore dolce e denso. Buonissimo!
Scesa la notte e’ giunto il momento di salutare il lago, il Grillo e’ di nuovo in moto, e felice di aver ricevuto così tante dediche durante le improvvisazioni, e’ riuscito a passare attraverso uno spazio quasi impossibile. Avevamo non più di 5 cm per lato e lentamente abbiamo percorso l’unica strada di uscita. Non si sono mai visti tanti “jaraneros” cosi’ in silenzio come quella mezz’ora.
Dopo un’ora di cammino siamo tornati al caos cittadino di Guadalajara, con il cuore e lo spirito pieno di esperienza e nuovi amici.
EA !!!
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